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L'ASSENZA ITALICA

diario 8/10/2016

Un Referendum costituzionale in ragionevole perculismo. mimmochianura.it/post.html


LA LECTIO COSTITUZIONALE

diario 23/4/2013


RE GIORGIO - Una vera e propria lectio di diritto costituzionale di Giorgio Napolitano alle Camere riunite. Passato il tempo dello studio, sul manuale di Pietro Virga, ieri mi sono accomodato per ascoltare il discorso del Presidente con piglio attento del discente. I più applaudivano, nella (mia) netta sensazione di ampio cambiamento epocale dove “loro” non erano artefici ma bensì semplici fruitori del pensiero presidenziale. Nulla è più evidente della involuzione politica attuale e capace, esclusivamente, nella sua catarsi di generare il movimento grillino. Si scalpita a destra ed a manca con il doppio fine di riservarsi ancora un posto di visibilità oppure di dare sfogo alla bramosia di potere bruciando le tappe. L'Icaro ambizioso rischia la demenza e lo schianto relativo.

I FRANCHI TIRATORI – Romano Prodi avrà tempo per salire al Colle ma consumerà, nell'attesa, il piatto freddo della vendetta. Sa aspettare il professore. Non mancherà l'opportunità di tendere l'imboscata a Massimo D'Alema ed aficionados. Trincerarsi dietro l'indignazione dello “stare fuori” è il segno più evidente della mancata indicazione ai “suoi” di votare Prodi. Poteva farlo il “lider maximo” ma non l'ha fatto. Quale prova più evidente! Orfini ed i giovani turchi con contorno degli antichi popolari hanno finito di imbandire la tavola. 101 sono stati i franchi tiratori del PD.

MODERAZIONE CONTAMINATA – Mario Monti ha costruito la carriera con capacità ed applicazione del metodo. Ovvero con l'assonanza della prudenza. Il bocconiano di ferro, ha svenduto tutto l'acume saggio “salendo” in politica attratto dalle megere tardo democristiane ed aennine. Erede certo di Napolitano, rapidamente ha contaminato l'immagine ferrea con la compromissione politica. Rimane una risorsa per il futuro dell'Italia con un ruolo defilato.

L'ARDIRE NELL'ECCESSO – Il M5S sta esaurendo la sua funzione nel laboratorio Italia. Raggiunto l'apice nella rottura dialettica del grido sinistro “Tutti a Roma!”, Grillo, nella mancanza di una proposta da condividere nell'emiciclo parlamentare, ha finito per stancare un po' tutti. La mazzata presa ieri in FVG, è il passaggio obbligato verso la riflessione. L'elemento propositivo deve avvenire nel rispetto delle istituzioni e della costituzione italiana. Il dietrofront clamoroso di sabato, voluto fortissimamente dalla Cancellieri, è un indizio ad evitare l'eccesso. FN, non si è fatta pregare per scendere in piazza. Idem per i centri sociali di CasaPound. Le esternazioni disgustose rilasciate ai giornali esteri, sono la prova provata di semplificazione e superficialità. L'intervista al tedesco Bild pubblicata oggi acclara la tesi. L'ultimo sondaggio web, ha visto la partecipazione di poco più di 28mila persone.

PD – Dopo Monti, anche Matteo Renzi, preso da fulgore mediatico e delirio di onnipotenza, aspira a diventare premier di “coalizione", "governissimo", “larghe intese” od altro formulario dell'astratta alchimia politica. Saggiamente, rimarrei al suo posto fuori a questo giro, raccorderei la dialettica al pensiero e...farei tanta opera di umiltà. Una volta tanto gli italiani non direbbero: "Toh un altro istrione toscano!" Nei giorni scorsi il conte Mascetti interpretato dal de cuius Tognazzi è tornato in auge con la celeberrima “supercazzola”. Matteo Renzi docet?

(23.04.13)

                                                             Mimmo Chianura - @MimmoChianura




VULNUS COSTITUZIONALE

diario 4/4/2013


Sorprende la presa di posizione del costituzionalista Michele Ainis. Il cattedratico siciliano, nel corso di una conversazione, ha dichiarato possibile il ritorno al Mattarellum previo intervento governativo.

La tesi è semplicissima: mancando un governo adeguato, nell'attuale impasse tra partiti, nell'ipotesi che si debba o si possa tornare alle urne, nella incapacità del Parlamento di legiferare in tempi brevi su un progetto (attualmente inesistente) certo e coerente di disciplina elettorale, si sopprime per decreto legge il Porcellum.

Ainis, mi pare per suo stretto convincimento, ritiene certo, attraverso automatismo non del tutto comprensibile, il ritorno al vecchio sistema elettorale proposto da Sergio Mattarella nei primi anni '90.

Altri esperti costituzionalisti hanno taciuto all'interpretazione di Michele Ainis.

Insomma il professore ed editorialista chiede a Monti ed al governo in prorogatio di abolire il sistema promosso da Roberto Calderoli ed il ritorno al precedente sistema.

I Padri fondatori del dettato costituzionale, mai avrebbero immaginato della compulsiva invettiva, continuata aberrazione, mancanza di senso di responsabilità dell'attuale legislatore e più in generale di un minimo idem sentire.

In questo pateracchio istituzionale con a latere un vero e proprio vulnus (il lettore consenta l'eccesso) costituzionale, l'ardire di Ainis è da interpretare.

Lascerei al Parlamento, frazionato in tre tronchi e mezzo, la definizione di un nuovo ed urgente indirizzo di modifica dell'elaborato elettorale.

L'eccesso decretizio dei governi, l'esecutivo sempre più vincolato alla moderazione di Napolitano ed alla relativa azione, di fatto ha posto mutamento nelle procedure costituzionali.

La valutazione di Ainis suona di necessità per cambiamento stringente.

(04.04.13)

                                    Mimmo Chianura - @MimmoChianura