.
Annunci online

mimmochianura

OLTRE IL CONCETTO DELLE CATEGORIE

diario 30/12/2013

 

La dialettica politica sale nei toni. Si passa dal presenzialismo spocchioso, provocatorio, saccente, falso pacato dell'uomo di Arcore al self control del Professore in stile british. Altro armato di coltello tra i denti, mena fendenti appena entrato nell'arena (non sale e non scende) e chiarisce subito ambizione e programma.

Mi sono chiesto in questi giorni quale sia il metro che muove a scendere, salire, entrare, impegnarsi in politica. Astrattamente (ed ingenuamente) la politica è nobilitata dal principio alto del BENE COMUNE introiettato dai quattro venti del sapere. Oltre al magma ed ai lapilli dell'impulso, il capofitto del pensiero ti rimedia la categoria dell'appartenenza e l'inadeguatezza della stessa.

Mario Monti nella prudente visione ha superato l'asserzione ultima. Non esiste, almeno per ora, la dicotomia politica sinistra/destra nel suo pensiero. Imperscrutabile, pacato, millimetrico nell'esposizione ha "tradito" il suo (retro)pensiero alla riunione del Ppe: "Questa è casa mia". Dopo ha rimesso la maschera con funzione di extra partes accettandodi essere leader di una coalizione. Pierferdinando Casini ebbro di astinenza post-democristiana, ipotizza una straripante vittoria della Lista Monti.

Monti ha dei compagni di viaggio "non categorici". In primis il M5S di Peppe Grillo, bollato già di populismo e, più di recente, il giornalista Oscar Giannino col movimento "Fermare il Declino" elevato a partito del "Fare" da qualche giorno.

Finito il sogno dell'alternanza progressista e moderata ovvero del bipartitismo?

Le Politiche sono relativamente lontane ma il proliferare di simboli, coalizioni e partiti sbornia prima del brachetto di nuovo anno.

Questo un sunto.

Agenda Monti per l'Italia (movimento programmatico) con adesione di: Udc, Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo coagulato Verso la Terza Repubblica di recente, FLI di GianfrancoFini, Comunità di Sant'Egidio del ministro Riccardi, ACLI ed altre pulsioni dell'associazionismo cattolico oltre ad i transfughi del Pde Pdl;

Centro Democratico (movimento programmatico) diTabacci e Donadi (ex Idv) con collocamento in area del Centrosinistra;

Rivoluzione Civile (movimento programmatico) di Antonio Ingroia con adesione di: Federazione delle Sinistre (Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani), Italia dei valori di Antonio Di Pietro, Movimento arancione di Luigi de Magistris e Verdi;

3L - Lista lavoro e libertà di Giulio Tremonti (movimento programmatico) apparentato alla Lega Nord;

Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale il neo partito di Meloni, Crosetto e La Russa apparentato col Pdl;

SVP  partito del Sud Tirolo legato al Centrosinistra;

SEL - Sinistra, ecologia e libertà partito fondatoda Nichi Vendola e legato al Pd;

PD - Partito Democratico del candidato premier Bersani;

PDL - Popolo delle Libertà presieduto dal mentore Berlusconi;

M5S - MoVimento 5 stelle di Peppe Grillo (movimento programmatico);

LA DESTRA partito di Francesco Storace;

FARE partito recentissimo di Oscar Giannino nato dal movimento "Fermare il Declino";

GRANDE SUD federazione di tre partiti locali creatida Poli Bortone, Iannaccone e Micciché in area Pdl;

RADICALI ITALIANI partito di Marco Pannella con nuova lista per le prossime elezioni politiche senza rinnovo di accordo col Pd;

PSI lo storico partito di Riccardo Nencini già apparentato con Pd e Sel;

PRI il più antico partito italiano con leader Nucara e Sbarbati;

RIFORMISTI ITALIANI movimento politico creato nel 2011 da Stefania Craxi;

VOGLIAMO VIVERE movimento creato nel 2012 da Emilio Fede.

Quanto è solo un sunto della frammentazione politica.

(30/12/12)

                                                        @MIMMOCHIANURA







 

 

MAGGIORANZA VARIABILE

diario 28/2/2013




Non deve sorprendere la posizione di Grillo ad urne chiuse malgrado l'orientamento web del suo movimento pronto alla compromissione parlamentare con Bersani. Coerentemente, la campagna di M5S è stata impostata sul concetto ideale anti sistema post ideologico e ben oltre le categorie classiche della politica.

Facesse il contrario l'ex comico genovese, nella più classica azione di contaminazione politica, il consenso vedrebbe un rapido depauperamento con estinzione già storicamente tracciata dal predecessore Guglielmo Giannini nel secondo dopoguerra.

L'intuizione ha funzionato perfettamente facendo di M5S il “partito” più suffragato. Tragico è stato l'errore di Monti&C. L'ormai ex premier, corroborato dalla indubbia credibilità interna ed internazionale, è “salito” in politica perdendo il ruolo di extra partes (sua definizione) e giocandosi la carta di successore di Re Giorgio. Fidandosi di cariatidi parlamentari ed imbarcandole nella lista civica, soggiacendo alla seducente ipotesi di coprire un'area ampia e trasversale con punte estreme di consenso, ha bruciato in cinquanta giorni la caratura bocconiana. Lo spin doctor statunitense, vestito di orientamento anglosassone, ha inabissato definitivamente l'ex commissario europeo cucendogli addosso battute di poco spirito, birre, twit ed adozioni canine alle Invasioni barbariche. Fini col suo Fli è estinto, il camaleonte Casini entra per il rotto della cuffia.

Il blando Ingroia, lasciato il prestigioso incarico in Guatemala, prestandosi al gioco vetero del diafano Ferrero, dell'inappagato Diliberto, del consunto Di Pietro è caduto pancia in giù rompendosi i denti.

Grillo è l'esclusivo vincitore di questa campagna elettorale. Non farà sconti a nessuno. Per lui, nulla è negoziabile. Il tempo dei governi delle “larghe intese” è roba del Paleozoico inferiore ovvero della prima repubblica.

Azzardo alcune ipotesi:

  • un Governo (Bersani?) che si attiva con una maggioranza variabile (vedi l'ARS siciliana con appoggio esterno dei grillini) a seconda dei provvedimenti e con mandato a termine;

  • un patto Pd/Pdl con programma minimale (riforma elettorale ecc.) e governo a termine presieduto da alta autorità istituzionale.

Napolitano è nel semestre bianco con rischio di “ingorgo” istituzionale. Non è peregrina la tesi delle dimissioni per favorire l'elezione del nuovo inquilino del Quirinale.


(28.02.13)


                                                                             MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura





REPETITA IUVANT!

diario 26/2/2013




La scorsa settimana seguii su La7 Bersaglio mobile con conduzione di Mentana. Intervista ai vari leader di partito o coalizione con il geometrico direttore ad esigere risposte precise e fuori dalla metafora politichese.

Maurizio Crozza comico in corso e...di lungo corso ebbe a preconizzare ad Anna Finocchiaro qualche settimana fa: "avete un mese di tempo per perdere le elezioni!". La battuta mi è tornata in mente stamani associata all'intervista di Mentana a Bersani. Il segretario del PD, con aplomb tipicamente anglosassone, ha una capacità soporifera dal fascino indiscutibile: riesce a narcotizzare anche un atroce insonne qual è l'estensore di questo post. Non dormivo ma anzi ero vigile! Scorre l'intervista, Bersani, nel suo  minimalismo dialettico, abbassa la voce ed inclina la testa. Deliquio completo per un paio di minuti con Mentana che sgrana gli occhi.

Un congresso straordinario sarebbe auspicabile. Il bocconiano Fassina, altro improbabile comunicatore di successo, dileggia la propria intelligenza affermando "in caso di elezioni anticipate, Bersani è il nostro candidato premier". Questo il giorno dopo lo "smacchiamento" leopardiano.

Una nota finale per Nichi Vendola: adagiandosi sulle primarie, accettando un ruolo subalterno non poteva non avere il modesto risultato derivato. Anche lui ha pagato  tributo al movimento grillino rinunciando a brillare di luce propria.

Berlusconi e Lega non stanno meglio in dettaglio comparativo col 2008.

Quanto si ottunde la corteccia cerebrale agli italiani? Cosa farà Grillo? Sarà la meteora come il Giannini dell'uomo qualunque oppure inquisitore implacabile alla Torquemada maniera?


(26.02.13)

                                             MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura









NENCINI E LA SINDROME DI BERSANI

diario 12/1/2013

 

Di norma determinati eventi, abilmente manipolati ed amplificati dai vari circuiti massmediologici, distolgono l'attenzione da altri avvenimenti apparentemente di caratura minore. La sottotraccia è palesata dall'orgia di notizie dei blog, social network, giornali, tv e radio.

Rammento due cose da sottotraccia, reiterate sistematicamente nel periodo ferragostano: 1) i governi succedutisi nel corso degli anni somministravano all'italico cittadino qualche balzello impositivo; 2) con rituale e strana coincidenza, dei blitz facevano tracollare determinati titoli quotati sulle borse internazionali oppure crollavano direttamente i listini.

Si è ritenuto di essere arbitri e di scommettere anche con gli allibratori inglesi, per lo scontro “monstre” di giovedì sera. Nell'epico duello da consumare, altro era stato masticato e digerito in via san Andrea delle Fratte a Roma.

Nella naturale perdizione tra cirri e nuvole, ho seguito su Twitter Riccardo Nencini attuale segretario del redivivo PSI. Di toscano, sembra avere poco o niente con impalpabile assenza di guasconate ad hoc. Eppure nei giorni scorsi ha blaterato e non poco per farsi ascoltare da Bersani. Motivo del contendere: la poca visibilità dei socialisti e la necessità di essere presenti nella prossima legislatura nei palazzi romani. La storia non và dimenticata ripeteva Nencini al segretario del Partito democratico. Bersani, prima indifferente poi infastidito, appena Nencini si è parato ad alzo zero, ha ceduto di botto.

Il candidato premier, deve essersi ricordato di Rutelli, radicali e voltagabbana vari. Non desiderava altra spina nel fianco. Di fatto, Nencini è riuscito a strappare un buon numero di futuri parlamentari di area PSI per le “seggiole”. Non saranno tre come preventivato da Bersani nei primi approcci.

La quadra del cerchio l'ho cercata e trovata nell'editoriale pubblicato da Nencini sul blog de l'Avanti. E' verosimile che i socialisti, col Porcellum in corso, oltre a trovare ospitalità nelle liste democrat, correranno da soli in alcuni collegi senatoriali almeno di Lazio e Calabria.

Il PD risente in modo sistemico di sindromi: Veltroni temeva la sindrome di ritorno dei socialisti, Bersani soffre di evidente sindrome di squilibrio a sinistra.

A leggere attentamente Nencini, devo ritenere giusta la tesi di Veltroni.

(12.01.13)

                                                         MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura


GOBETTI ED I "SUOI" ACCOLITI

diario 11/1/2013




 

Defunse giovanissimo Piero Gobetti e senza avere l'opportunità di comprendere la intrapresa delle sue idee nel pensiero politico italiano. Il settimanale "La Rivoluzione Liberale", aveva tra i collaboratori Antonio Gramsci, don Luigi Sturzo e Giustino Fortunato.

Tracimando la teorica liberale nell'evoluzione temporale, scivola nella invasiva contaminazione. Il pensiero eletto viene gradualmente deprivato di ogni contenuto intellettuale e diventa semplice manifesto elettorale. Concettualmente il "processo liberale", nell'accezione attuale, potremmo definirlo come cialtronismo populista e di cultura minimal-dadaista.

A forza di riempirci la bocca di teorica stantia, la vecchia Europa, ormai post-industriale, ha imboccato la strada della decadenza anche intellettuale. Mancando la forza del pensiero, decade anche la classe politica.

In Grecia lo squadrismo vetero-fascista di Alba Dorata, ha convinto parte dell'elettorato a dare consenso a "soggetti" che impongono ai giornalisti di stare in piedi alle conferenze stampa. Il compenso per l'elettore ellenico? Qualche chilo di pasta che i muscolati borchiati, rigorosamente in nero, di Alba Dorata regalano.

In Italia, a prescindere dal movimento populista-liberale-dadaista, emerge da una certa destra giovanile il movimento CasaPound Italia. Ezra Pound, è il famoso (ma non tanto) autore dei Cantos. Americano di origine, fu fatto passare per schizoide per evitare la detenzione a vita. Culturalmente è noto per l'ambizione a scrivere una sorta di riedizione della Divina Commedia. Dante Alighieri docet?!

Il movimento, è riuscito a creare il primo centro sociale a Roma nel 2003. Man mano altri centri sociali sono sorti in Italia. Non mancano iniziative interessanti nella protezione civile. E' verosimile che lo stesso sia frutto dello sdoganamento del MSI-DN avvenuto nelle elezioni del 1994.

Il ritorno in campo del dadaista principe, vede il redivivo Francesco Storace come candidato "in pectore" per la regione Lazio.

Questa è la Nuova Destra oppure siamo di fronte alla riedizione del "diciannovismo"?

 (09.12.12)

                                                         MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

     

TONNO AL PESTO SICILIANO

diario 9/1/2013



Lo scrivano domenicale, di cucina sa poco o niente mancando una sostanziale predisposizione alla fantasia e creatività. Mai letto il "Gambero rosso" con facile raggiro nel caso facessi la spesa.

La cronaca di questi giorni, ha richiamato l'attenzione della claque. Non è stato uno spettacolo da retrobottega, da compagnia di quart'ordine e da teatro di periferia. Da una parte il "one man show" e dall'altra un pubblico esigente: i siculi.

Due scuole di pensiero a confronto: l'indottrinatore calato da Genova con la saccenza da istrione consumato ed i siculi grandi lupi vestiti da finti agnelli.

Il presunto trionfatore di cesariana memoria, ha attraversato il nuovo Rubicone (Stretto di Messina) a nuoto con la pesante muta e nella possenza corporea. Il consenso era già schierato sulla riva di Cariddi. Cariddi che in vernacolo siciliano traduce "colei che risucchia".

Beppe Grillo alias "Beppuzzo", ha arringato le piazze con la sua verve astratta e poco musicale. Le orecchie pratiche, hanno sentito (non ascoltato) e millesettecento "minchia" non di stupore ma di comoda finzione hanno inflazionato il caldo autunno (non solo elettorale) della Sicilia.

Il fumus teorico in pesto verde genovese ed il pratico piatto al pesto rosso siciliano. Un mix impraticabile.

Non conosco bene la "Regione siciliana" ed i siciliani. Già nella definizione c'è la differenza acclarata (temo anche disprezzo) verso i "continentali". Ci tengono a distinguersi in tutto. Non leggerete da nessun'altra parte "provincia regionale siciliana". Criterio della differenza che non è solo istituzionale ma anche nel vigor pratico quotidiano. Anche in Sicilia, oltre ai celebrati forestali stimati in quasi 27.000 unità, troverete autostrade senza pedaggio perché le superstrade non esistono; solo a Palermo troverete manutentori di spazzaneve nel mese di agosto; solo ad Agrigento ed in altri musei siciliani troverete un custode comodamente seduto ogni 5 metri.

Beppuzzo, da Cesare colonizzatore, ha infiammato le piazze con le energie alternative e con le fibre ottiche per "connettere" perché "...la vera rivoluzione è stare connessi...". I siciliani ammiccano con sorrisino di chi la sa lunga.

Un vecchio proverbio siciliano recita: "Pigghia munnizza d'u tuo munnizzaru e se non ce l'hai accattala".

Andare in Sicilia con in tasca il pesto verde si torna in "continente" cotti in pesto rosso. I "cuochi" isolani hanno cotto tonno in pesto siciliano. Il refrain è questo.

(21.12.12)
                        MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

 

 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica grillo elezioni sicilia m5s

permalink | inviato da Mimmo Chianura il 9/1/2013 alle 12:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

L'IMPERO MOLISANO

diario 9/1/2013




319.000 residenti, oltre 800 dipendenti regionali, 600milioni i debiti contratti con banche italiane ed internazionali. Ogni molisano assume un debito pro-capite di 1881 euro.

Per fare una piccola comparazione: la Puglia con oltre 4 milioni di residenti, retribuisce in totale 2400 dipendenti; la regione Campania ha in busta paga non meno di 2200 funzionari ed un numero imprecisato di dipendenti; Sicilia, Lazio ed altre "eccellenze"...

Il Molise è questo. Ente piccolissimo sospeso tra Puglia ed Abruzzo. Dal 1963, per volontà sannitica, è stata scissa dal conglomerato Abruzzi e Molise.

Testardi e determinati i molisani al pari dei conterranei abruzzesi. Il plus però è nelle manie di grandezza: si vorrebbe costruire un aeroporto tra i tanti progetti. Rammenterò male, ma il progetto in fase pre-esecutiva è stato bloccato "dall'alto". Qualche spicciolo comunque è stato buttato lo stesso.

Regione piccolissima ma con sprechi esorbitanti. Tanti paesi abbarbicati sulle colline con popolazione residente modesta. Tanti municipi, tanti dipendenti e nessun futuro. Le nuove generazioni fuggono lasciando dietro solo la vecchia generazione. Unione dei comuni? Quale illustre sconosciuta! Il sistema viario interno lascia molto a desiderare. Da Campobasso a Montenero di Bisaccia è un'avventura tra segnaletica e fondo stradale.

La struttura sanitaria è articolata e frammentata perché ogni campanile esige nosocomio e riserva di voti. La sola Campobasso vanta due strutture ospedaliere. Una pubblica, l'altra privata di matrice cattolica. Il capoluogo di regione, ha poco più di 50mila abitanti.

Termini Imerese umiliata da Marchionne non è più produttore di FIAT. Almeno sette proposte di riconversione e/o rilancio sulle scrivanie di vari ministeri nel 2011. Particolare interesse destò la proposta di DR MOTOR COMPANY. La Regione siciliana, da par suo, dette luogo allo stanziamento di una somma enorme (assolutamente sulla carta) per il progetto di rilancio dello stabilimento.

DR non è un produttore ma semplice assemblatore della cinese Chery. La sede è a Macchia d'Isernia. Il titolare è Massimo Di Risio ex concessionario ed ex pilota.

Nel 2011 la DR aveva chiuso l'accordo per il rilancio di Termini. Il piano industriale non lo rammento se non nella sua estrema vaghezza. Mario Monti lo scorso Giugno ha stoppato Di Risio. L'importatore/assemblatore molisano ha un'esposizione bancaria preoccupante da far temere anche la sussistenza della piccolissima casa madre. Cosa sarà di Termini Imerese, dei dipendenti e dell'indotto? Quale sarà il futuro di DR?

Il Molise, risalta poco o niente nelle cronache nazionali malgrado la classe politica manifesti attivismo particolare. Angelo Michele Iorio, presidente dell'esecutivo, ha investito soldi pubblici in diverse aziende decotte. Difficile dare interpretazione al rilancio. Inquietante andare alla ricerca di azionisti "pubblici" con società che hanno sede legale in Lussemburgo e nei paradisi fiscali. La domanda è stata posta a Iorio. La risposta è un sospeso in attesa che la magistratura faccia luce sull'ennesimo "mistero" molisano.

La provincia d'Isernia non esisterà più per spending review ma i dipendenti sono già senza stipendio.

Brogli elettorali ancora non chiariti tengono in sospeso la regione.

(26.10.12)

                        MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura



IL CUL DE SAC DEL PORCELLUM

diario 7/1/2013




Il senatore Monti, nel suo aplomb tipicamente meneghino, ha chiarito due cose: corre “per vincere alle prossime elezioni”; il suo programma deve essere condiviso per “non meno del 98%”. Il salotto buono era 8 e 1/2 di Lilli Gruber su La7.

E' semplicistico, e per niente avveduto, ipotizzare una responsabilità esclusiva del Popolo delle libertà. Nelle settimane ante crisi, Pd e Pdl tiravano per le lunghe la manfrina sulla nuova legge elettorale. Alla iniziale schermaglia, seguitavano quotidiane puntualizzazioni, distinguo e tatticismi capziosi. I due maggiori partiti, de facto non avevano alcuna volontà di presentarsi all'elettorato attivo con legge diversa dal Porcellum. Il Pd sapeva di vincere a man bassa con Sel e socialisti di Nencini. Berlusconi di limitare i danni. Casini, Fini e Maroni non potevano non allinearsi per mera opportunità.

Rimane comunque la domanda: Berlusconi ha sbagliato i tempi per errore o per retro pensiero? I mass media decantano un suo efficace refrain: votate Bersani ed escludete i piccoli partiti tipo Casini, perché la loro interdizione potrebbe danneggiare i lavori di prossima legislatura.

Alla vigilia di Natale, dalle stanze vaticane è arrivata la benedizione ufficiale e definitiva al professor Monti. Era la chiusa di un percorso iniziato nell'autunno 2011 ed intessuto dal ministro Riccardi. I cardinali Bertone e Bagnasco, con estremo tempismo e presenzialismo televisivo, non hanno nascosto le simpatie per il presidente del consiglio uscente. Lista civica espressione della società civile dunque. Alla Camera, Monti, Fli ed Udc corrono con i propri simboli. Aria diversa al Senato: lista unica tra le compagini centriste per arrivare alla soglia del 20%.

I conti li faremo il prossimo mese. Realisticamente è possibile che Bersani&C. raggiungano la maggioranza al Senato? Il Porcellum porterà una miriade di partiti, partitini e movimenti nelle sedi parlamentari. Lo sbarramento del 4% è facile a raggiungersi dai più. Oltremodo è previsto il ripescaggio, attraverso un meccanismo diabolico, anche del più suffragato sotto la soglia del 2%.

Bersani e Sel dovrebbero avere la maggioranza alla Camera. Per Palazzo Madama corrono seri dubbi. Ruolo decisivo per Veneto, Lombardia e Sicilia. Una chiara maggioranza metterebbe al riparo il Pd e Vendola da ogni rischio.

Una seconda ipotesi, non tanto remota, scompagina l'equilibrio parlamentare con la coalizione berlusconiana ad occupare il secondo posto. Monti non accetta diktat. E ciò vale anche se dovesse arrivare dietro Pd-Sel. Sarà presidente del consiglio con quieto vivere di Bersani? Il segretario del Pd si piegherà al volere del professore esclusivamente per il tempo necessario per una riforma elettorale?

Una terza ipotesi, la più fantasiosa, vede Monti secondo o terzo patrocinare un governo del Centrosinistra. Il professore, per una delle tante alchimie politiche, succede a Napolitano al Quirinale.


(07.01.13) MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura




Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica elezioni porcellum

permalink | inviato da Mimmo Chianura il 7/1/2013 alle 2:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

L'ASSEMBLEA DI TODI ED IL REDDE RATIONEM

diario 6/1/2013





 

Andrea Riccardi è una delle personalità più stimate dell'attuale e dimissionario Governo Monti. Creatore della Comunità di Sant'Egidio, ricopre la carica di ministro per la Cooperazione internazionale e l'intregrazione. La ONG presieduta vanta grandi successi a livello internazionale per le meritorie opere di mediazione in vari conflitti, per il contrasto all'AIDS e per il sostegno all'infanzia dell'Africa.

Da tempo il ministro lavora per un progetto politico centrista che vede Mario Monti come leader di una coalizione di fermento cattolico. Lo stesso Riccardi, era presente alla riunione di una certa parte dell'associazionismo cattolico in quel di Todi nel 2011. L'assemblea dei cattolici, valutò organicamente la possibilità di creare un nuovo partito. Berlusconi era alle corde. Sarebbe caduto prima della fine dell'anno. L'intento di Riccardi, Guerrini ed altri artefici era chiaro: coagulare nuovo consenso sui cocci del Pdl per la costruzione di un nuovo partito moderato benedetto dalle gerarchie ecclesiastiche.

Monti ritiene di non essere "super partes" ma "extra partes". Parte del Pdl lo seguirebbe volentieri. Altrettanto nel Pd. Non mi pare un caso che cattolici come Marini e Bindi siano ricandidati in deroga.

Il consenso trasversale montiano aleggia nell'emiciclo parlamentare. La "salita" in politica del professore bocconiano verrà, nel caso, dopo le elezioni. L'evidenza della "strana maggioranza" è irripetibile. Sarebbe diabolico se ci ricascasse e Monti è troppo saggio ed avveduto. Verrà un governo di coalizione di Sinistra-centro. Monti ha escluso di ambire al Quirinale. Da buon stratega, rimarrà in panchina.

L'ex commissario europeo ha anticipato il suo memorandum nella conversazione con l'amico Eugenio Scalfari.

Liberalizzazioni, antitrust, lotta alla corruzione, abolizione definitiva delle province, legge elettorale sui collegi, dimezzamento del numero dei parlamentari, riforma fiscale, welfare con nuovo sistema di ammortizzatori sociali, investimento nella scuola, università e ricerca. Nichi Vendola sarà contento degli ultimi tre punti.

Il nocciolo non è la maggioranza che parte da Vendola per passare a Bersani, Casini, Montezemolo e Fini ma il potere di ricatto che potrebbero avere le forze centriste a palazzo Madama. Il problema non è Vendola ma Casini. Il Pd-Sel non avrà la maggioranza al Senato. Casini da navigato democristiano applicherà la legge del redde rationem.

Bersani o Monti non sono destinati a durare 5 anni.

 (23.12.12)                         MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. berlusconi casini bersani elezioni monti

permalink | inviato da Mimmo Chianura il 6/1/2013 alle 15:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa