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Il grande occhio vigile

diario 23/12/2015

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I comunicati stampa di Banca d'Italia e Consob delle ultime settimane con relativo distinguo, fanno la piega di una difficoltà ampia compresa d'imbarazzo. La sorveglianza, per le rispettive competenze, ridotta alle dotte congetture nella “mancanza di comunicazione” tra le due autorità. Quattro banche azzerate e due (Veneto Banca e Popolare di Vicenza) a bruciare soldi dei risparmiatori. Nella cronaca, le azioni dell'amministratore di turno assumono un prospetto penalmente perseguibile nella impotenza di poter tracciare una responsabilità patrimoniale e di disciplina. Banca d'Italia, sapeva dal 2011 della gravissima situazione di Banca Marche e della devastante azione di Bianconi; Via Nazionale, conosceva dal 2013 la carenza patrimoniale di Banca Etruria e del Lazio (Bpel); palazzo Koch per una serie d'ispezioni a CariFerrara e CariChieti, era consapevole del quasi certo default. Visco ed i commissari, hanno chiuso un occhio e sono stati indulgenti ritenendo sufficiente una (finta) ricapitalizzazione? Per anni Montebelluna, sede di Veneto Banca, ha accolto le “raccomandazioni” di Banca d'Italia alternando gli amministratori nella più classica presa in giro. Anche qui il “sacco” di pochi noti arroccati per vent'anni nel ruolo di direttore generale e/o presidente nelle deleghe scambiate. Risibile il comunicato della disponibilità di “pochi ispettori” formulato dalla sala stampa di Visco.
Consob autorizza l'emissione di obbligazioni subordinate, strumento di finanziamento rischioso, a banche con grave carenze patrimoniali senza vigilare sulla portata di tale azione. Consob era consapevole che le obbligazioni di Etruria erano spazzatura; Consob sapeva del saccheggio della banca aretina, dei fidi concessi all'amico di turno. La “mancanza di comunicazione” con Banca d'Italia è una dichiarazione di fallimento del proprio ruolo. Consob, deputata alla verifica di tantissimi casi di insider trading mai chiariti. Vegas & co. devono ancora chiarire il +68% in Borsa di Etruria tra il 16 e 26 novembre 2014. Qualcuno sapeva, per tempo, della trasformazione in spa delle popolari. Consob, spieghi cosa stia a significare "consenso informato" su un contratto di adesione in forma scritta.
La magistratura, nel possibile conflitto d'interesse del procuratore Roberto Rossi, a surrogarsi nelle inadempienze di Consob e Banca d'Italia.
Finirà così: quattro banche “ripulite” con depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie ed una bad bank a smaltire le sofferenze cumulate. 7 miliardi andati in fumo e nuovi istituti regalati al banchiere virtuoso di turno nella contezza della perdita di migliaia di risparmiatori.  
Rimane una riflessione in coda: Stefano Bisi, Licio Gelli, famiglia Renzi, famiglia Boschi, Denis Verdini, Roberto Rossi, MPS, Banca Etruria e Credito cooperativo fiorentino. Massoneria ufficiale, massoneria deviata, banche fallite o sull'orlo del fallimento, politici, magistrati e banchieri con una specifica origine territoriale.
“Sol omnibus lucet” di Petronio campeggia sul sito della massoneria ufficiale.
23/12/2015)

La bad bank ed il default creditizio in Italia

diario 29/5/2015




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IL REBUS MPS

diario 31/10/2014



Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, tace da due giorni. Niente twit, niente post su Fb. L'imbarazzo evidenziato concerne i fatti di Terni. Il non evidenziato, riguarda MPS sempre più sull'orlo del baratro. Il titolo alla Borsa di Milano, ha una performance mensile pari a -38,52%; ad un anno quasi -55%. I Monti bond, hanno salvato la banca senese una prima volta grazie al risparmio degli italiani. Unicredit ed Intesa San Paolo rimangono fuori. Le soluzioni sono:
1) nazionalizzazione sotto traccia (mascherata in qualche modo);
2) acquisto di altre banche italiane (difficile od improponibile);
3) vendita a banche estere che andrebbero a controllare una banca fragile ma distribuita capillarmente.

(31.10.2014)