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NICHI, TEDESCO E "LADY ASL"

diario 25/1/2013



   

11 aprile 2012, il presidente della Giunta regionale della Puglia riceve avviso di garanzia per "istigazione a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere ad un concorso".

31 ottobre 2012 sarà emessa sentenza dal Tribunale di Bari. I pm hanno chiesto reclusione di mesi 20 per abuso d'ufficio.

I fatti sono noti per stessa ammissione di Nichi Vendola. L'allora d.g. della ASL di Bari Lea Cosentino (nota anche come "Lady ASL"), fu invitata a riaprire i termini per accedere al concorso di primario all'ospedale San Paolo di Bari.

La riapertura dei termini fu giustificata in questo modo:

- i curricula degli aspiranti non erano tali da ambire ad un posto di primario al San Paolo;

- tessere di partito favorivano l'uno piuttosto che l'altro;

- il c.v. di Paolo Sardelli "surclassava" gli altri candidati data anche l'esperienza riconosciuta a livello internazionale;

L'amicizia pregressa tra Vendola e Sardelli è stata sempre negata dal leader di SEL.

Lea Cosentino, più volte ha "attaccato" Vendola per evidente impeto livoroso. Altrettante volte ha ridimensionato la posizione del governatore. L'ultima è dei giorni scorsi.

Un piccolo rilievo andrebbe fatto anche sui magistrati baresi: non c'è stata univocità nel rinvio a giudizio. Questo è "flirtato" sui quotidiani locali e nazionali. Ma nessuno parla di "complotto della magistratura" od altre amenità.

Permetta il lettore un commento, a latere, sul PD pugliese. L'attuale onorevole senatore Tedesco, avrebbe dovuto affrontare serenamente i processi che lo vedono coinvolto. Il PD pugliese, seguendo il nuovo corso in piena coerenza, avrebbe dovuto scegliere altro candidato. A processo finito, anche in questo caso, avremo modo di narrare.

(27.10.12)

                                       MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

 

AGGIORNAMENTO 25 GENNAIO 2013

Il giudice Susanna De Felice a seguito di sentenza emessa il 31 ottobre 2012, spiega: “La riapertura del concorso ha reso effettiva quella selezione, richiesta dalla legge, che il primo concorso non avrebbe, con ogni probabilità, reso possibile proprio per l'esiguità delle domande presentate”. Quaranta pagine a spiegare l'insussistenza del reato di abuso d'ufficio. Identica situazione per Lea Cosentino pur nelle dichiarazioni “auto ed etero accusatorie” valutate dal giudice “intrinsecamente inattendibili e prive di riscontri esterni”.



 





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NENCINI E LA SINDROME DI BERSANI

diario 12/1/2013

 

Di norma determinati eventi, abilmente manipolati ed amplificati dai vari circuiti massmediologici, distolgono l'attenzione da altri avvenimenti apparentemente di caratura minore. La sottotraccia è palesata dall'orgia di notizie dei blog, social network, giornali, tv e radio.

Rammento due cose da sottotraccia, reiterate sistematicamente nel periodo ferragostano: 1) i governi succedutisi nel corso degli anni somministravano all'italico cittadino qualche balzello impositivo; 2) con rituale e strana coincidenza, dei blitz facevano tracollare determinati titoli quotati sulle borse internazionali oppure crollavano direttamente i listini.

Si è ritenuto di essere arbitri e di scommettere anche con gli allibratori inglesi, per lo scontro “monstre” di giovedì sera. Nell'epico duello da consumare, altro era stato masticato e digerito in via san Andrea delle Fratte a Roma.

Nella naturale perdizione tra cirri e nuvole, ho seguito su Twitter Riccardo Nencini attuale segretario del redivivo PSI. Di toscano, sembra avere poco o niente con impalpabile assenza di guasconate ad hoc. Eppure nei giorni scorsi ha blaterato e non poco per farsi ascoltare da Bersani. Motivo del contendere: la poca visibilità dei socialisti e la necessità di essere presenti nella prossima legislatura nei palazzi romani. La storia non và dimenticata ripeteva Nencini al segretario del Partito democratico. Bersani, prima indifferente poi infastidito, appena Nencini si è parato ad alzo zero, ha ceduto di botto.

Il candidato premier, deve essersi ricordato di Rutelli, radicali e voltagabbana vari. Non desiderava altra spina nel fianco. Di fatto, Nencini è riuscito a strappare un buon numero di futuri parlamentari di area PSI per le “seggiole”. Non saranno tre come preventivato da Bersani nei primi approcci.

La quadra del cerchio l'ho cercata e trovata nell'editoriale pubblicato da Nencini sul blog de l'Avanti. E' verosimile che i socialisti, col Porcellum in corso, oltre a trovare ospitalità nelle liste democrat, correranno da soli in alcuni collegi senatoriali almeno di Lazio e Calabria.

Il PD risente in modo sistemico di sindromi: Veltroni temeva la sindrome di ritorno dei socialisti, Bersani soffre di evidente sindrome di squilibrio a sinistra.

A leggere attentamente Nencini, devo ritenere giusta la tesi di Veltroni.

(12.01.13)

                                                         MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura


SUA "ECCELLENZA"

diario 10/1/2013



 

Mesi fa un'indagine televisiva, metteva in risalto la ridondante presenza delle organizzazioni malavitose nella ex "Milano da bere".

Il servizio prodotto da "Report", quindi di estrema attendibilità, analizzava il business dei videogiochi nella capitale meneghina. Il prefetto di Milano, aveva ritenuto di dover chiarire un concetto tempo prima : la mafia nella città di Milano non esiste.

La nuova generazione della 'ndrangheta è cresciuta al Nord. Ha preso la laurea, veste bene e mantiene i rapporti con le cosche d'origine. Chi ha l'ardire, ed è accaduto, di porsi fuori difficilmente sopravvive all'evento.

Il clan si presenta nei locali pubblici e "propone" i propri videogames. Chi prova a fare il distinguo, tra i gestori, si sente rispondere invariabilmente: "siamo calabresi". Quasi tutti abbozzano, qualcuno lascia la gestione del pubblico esercizio, altri vendono il locale alla stessa 'ndrangheta.

Il dilagante fenomeno, è venuto ad evidenziarsi grazie al coraggio d'indomita signora: nel suo locale, malgrado ripetute minacce, i videogiochi "calabresi" non sono entrati.

Società legali con prestanome. Affari redditizi e riciclaggio spinto.

Chi non è lombardo, poco o niente sa della Compagnia delle Opere (CdO) e di CL al secolo Comunione e Liberazione. La prima, è un'associazione ispirata da don Giussani con 40 sedi in Italia e 15 all'estero. Ho letto e riletto l'articolo 1 dello Statuto. Mi è difficile focalizzare l'esatta funzione. Mi è sembrato dialetticamente capzioso. Ragion pratica, mi ha portato a fare ricerca con Google...ho letto e riletto...don Giussani dubito che approverebbe!

CL quanto meno è più conosciuta grazie al Meeting per l'amicizia tra i popoli organizzato ogni Agosto in quel di Rimini. Cos'è CL? A spanne, direi un movimento votato alla preghiera degli adepti nel rispetto di canoni molto rigidi. Maggiori esponenti del movimento: Maurizio Lupi parlamentare pidiellino ed "il celeste" algido ex presidente della Giunta regionale lombarda Roberto Formigoni.

Andiamo a spulciare nelle "eccellenze" sanitarie lombarde sia pubbliche che private. Invariabilmente troveremo tanti, tantissimi professionisti legati a CL. Il "tagliafuori" non può essere negato.

L'eccellenza lombarda è concetto opinabile anche nella classe politica. Dal PD, alla Lega al Pdl la sequela di avvisi di garanzia, arresti e condanne è pubblico quotidiano dominio.

Formigoni si è dimesso dal suo incarico. I lombardi attendono ancora le ricevute dei viaggi spesati e non compensati.

Il "celeste" mantiene ancora la carica (importantissima!) di commissario dell'Expo Milano 2015. Fiume interminabile di soldi per gli appalti.

Provate ad indovinare quale organizzazione malavitosa ha focalizzato il proprio interesse su Expo Milano.

Molti imprenditori lombardi vuoi per difficoltà vuoi per convenienza hanno relazioni con la 'ndrangheta. Diversi comuni e qualche sindaco, a leggere le cronache, hanno trovato appunto nel "taccuino" dei giudici.

Questa è conclamata "eccellenza" oppure chiaro segno di degrado?

(01.11.12)

                           MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura





TONNO AL PESTO SICILIANO

diario 9/1/2013



Lo scrivano domenicale, di cucina sa poco o niente mancando una sostanziale predisposizione alla fantasia e creatività. Mai letto il "Gambero rosso" con facile raggiro nel caso facessi la spesa.

La cronaca di questi giorni, ha richiamato l'attenzione della claque. Non è stato uno spettacolo da retrobottega, da compagnia di quart'ordine e da teatro di periferia. Da una parte il "one man show" e dall'altra un pubblico esigente: i siculi.

Due scuole di pensiero a confronto: l'indottrinatore calato da Genova con la saccenza da istrione consumato ed i siculi grandi lupi vestiti da finti agnelli.

Il presunto trionfatore di cesariana memoria, ha attraversato il nuovo Rubicone (Stretto di Messina) a nuoto con la pesante muta e nella possenza corporea. Il consenso era già schierato sulla riva di Cariddi. Cariddi che in vernacolo siciliano traduce "colei che risucchia".

Beppe Grillo alias "Beppuzzo", ha arringato le piazze con la sua verve astratta e poco musicale. Le orecchie pratiche, hanno sentito (non ascoltato) e millesettecento "minchia" non di stupore ma di comoda finzione hanno inflazionato il caldo autunno (non solo elettorale) della Sicilia.

Il fumus teorico in pesto verde genovese ed il pratico piatto al pesto rosso siciliano. Un mix impraticabile.

Non conosco bene la "Regione siciliana" ed i siciliani. Già nella definizione c'è la differenza acclarata (temo anche disprezzo) verso i "continentali". Ci tengono a distinguersi in tutto. Non leggerete da nessun'altra parte "provincia regionale siciliana". Criterio della differenza che non è solo istituzionale ma anche nel vigor pratico quotidiano. Anche in Sicilia, oltre ai celebrati forestali stimati in quasi 27.000 unità, troverete autostrade senza pedaggio perché le superstrade non esistono; solo a Palermo troverete manutentori di spazzaneve nel mese di agosto; solo ad Agrigento ed in altri musei siciliani troverete un custode comodamente seduto ogni 5 metri.

Beppuzzo, da Cesare colonizzatore, ha infiammato le piazze con le energie alternative e con le fibre ottiche per "connettere" perché "...la vera rivoluzione è stare connessi...". I siciliani ammiccano con sorrisino di chi la sa lunga.

Un vecchio proverbio siciliano recita: "Pigghia munnizza d'u tuo munnizzaru e se non ce l'hai accattala".

Andare in Sicilia con in tasca il pesto verde si torna in "continente" cotti in pesto rosso. I "cuochi" isolani hanno cotto tonno in pesto siciliano. Il refrain è questo.

(21.12.12)
                        MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

 

 

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L'IMPERO MOLISANO

diario 9/1/2013




319.000 residenti, oltre 800 dipendenti regionali, 600milioni i debiti contratti con banche italiane ed internazionali. Ogni molisano assume un debito pro-capite di 1881 euro.

Per fare una piccola comparazione: la Puglia con oltre 4 milioni di residenti, retribuisce in totale 2400 dipendenti; la regione Campania ha in busta paga non meno di 2200 funzionari ed un numero imprecisato di dipendenti; Sicilia, Lazio ed altre "eccellenze"...

Il Molise è questo. Ente piccolissimo sospeso tra Puglia ed Abruzzo. Dal 1963, per volontà sannitica, è stata scissa dal conglomerato Abruzzi e Molise.

Testardi e determinati i molisani al pari dei conterranei abruzzesi. Il plus però è nelle manie di grandezza: si vorrebbe costruire un aeroporto tra i tanti progetti. Rammenterò male, ma il progetto in fase pre-esecutiva è stato bloccato "dall'alto". Qualche spicciolo comunque è stato buttato lo stesso.

Regione piccolissima ma con sprechi esorbitanti. Tanti paesi abbarbicati sulle colline con popolazione residente modesta. Tanti municipi, tanti dipendenti e nessun futuro. Le nuove generazioni fuggono lasciando dietro solo la vecchia generazione. Unione dei comuni? Quale illustre sconosciuta! Il sistema viario interno lascia molto a desiderare. Da Campobasso a Montenero di Bisaccia è un'avventura tra segnaletica e fondo stradale.

La struttura sanitaria è articolata e frammentata perché ogni campanile esige nosocomio e riserva di voti. La sola Campobasso vanta due strutture ospedaliere. Una pubblica, l'altra privata di matrice cattolica. Il capoluogo di regione, ha poco più di 50mila abitanti.

Termini Imerese umiliata da Marchionne non è più produttore di FIAT. Almeno sette proposte di riconversione e/o rilancio sulle scrivanie di vari ministeri nel 2011. Particolare interesse destò la proposta di DR MOTOR COMPANY. La Regione siciliana, da par suo, dette luogo allo stanziamento di una somma enorme (assolutamente sulla carta) per il progetto di rilancio dello stabilimento.

DR non è un produttore ma semplice assemblatore della cinese Chery. La sede è a Macchia d'Isernia. Il titolare è Massimo Di Risio ex concessionario ed ex pilota.

Nel 2011 la DR aveva chiuso l'accordo per il rilancio di Termini. Il piano industriale non lo rammento se non nella sua estrema vaghezza. Mario Monti lo scorso Giugno ha stoppato Di Risio. L'importatore/assemblatore molisano ha un'esposizione bancaria preoccupante da far temere anche la sussistenza della piccolissima casa madre. Cosa sarà di Termini Imerese, dei dipendenti e dell'indotto? Quale sarà il futuro di DR?

Il Molise, risalta poco o niente nelle cronache nazionali malgrado la classe politica manifesti attivismo particolare. Angelo Michele Iorio, presidente dell'esecutivo, ha investito soldi pubblici in diverse aziende decotte. Difficile dare interpretazione al rilancio. Inquietante andare alla ricerca di azionisti "pubblici" con società che hanno sede legale in Lussemburgo e nei paradisi fiscali. La domanda è stata posta a Iorio. La risposta è un sospeso in attesa che la magistratura faccia luce sull'ennesimo "mistero" molisano.

La provincia d'Isernia non esisterà più per spending review ma i dipendenti sono già senza stipendio.

Brogli elettorali ancora non chiariti tengono in sospeso la regione.

(26.10.12)

                        MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura



IL CUL DE SAC DEL PORCELLUM

diario 7/1/2013




Il senatore Monti, nel suo aplomb tipicamente meneghino, ha chiarito due cose: corre “per vincere alle prossime elezioni”; il suo programma deve essere condiviso per “non meno del 98%”. Il salotto buono era 8 e 1/2 di Lilli Gruber su La7.

E' semplicistico, e per niente avveduto, ipotizzare una responsabilità esclusiva del Popolo delle libertà. Nelle settimane ante crisi, Pd e Pdl tiravano per le lunghe la manfrina sulla nuova legge elettorale. Alla iniziale schermaglia, seguitavano quotidiane puntualizzazioni, distinguo e tatticismi capziosi. I due maggiori partiti, de facto non avevano alcuna volontà di presentarsi all'elettorato attivo con legge diversa dal Porcellum. Il Pd sapeva di vincere a man bassa con Sel e socialisti di Nencini. Berlusconi di limitare i danni. Casini, Fini e Maroni non potevano non allinearsi per mera opportunità.

Rimane comunque la domanda: Berlusconi ha sbagliato i tempi per errore o per retro pensiero? I mass media decantano un suo efficace refrain: votate Bersani ed escludete i piccoli partiti tipo Casini, perché la loro interdizione potrebbe danneggiare i lavori di prossima legislatura.

Alla vigilia di Natale, dalle stanze vaticane è arrivata la benedizione ufficiale e definitiva al professor Monti. Era la chiusa di un percorso iniziato nell'autunno 2011 ed intessuto dal ministro Riccardi. I cardinali Bertone e Bagnasco, con estremo tempismo e presenzialismo televisivo, non hanno nascosto le simpatie per il presidente del consiglio uscente. Lista civica espressione della società civile dunque. Alla Camera, Monti, Fli ed Udc corrono con i propri simboli. Aria diversa al Senato: lista unica tra le compagini centriste per arrivare alla soglia del 20%.

I conti li faremo il prossimo mese. Realisticamente è possibile che Bersani&C. raggiungano la maggioranza al Senato? Il Porcellum porterà una miriade di partiti, partitini e movimenti nelle sedi parlamentari. Lo sbarramento del 4% è facile a raggiungersi dai più. Oltremodo è previsto il ripescaggio, attraverso un meccanismo diabolico, anche del più suffragato sotto la soglia del 2%.

Bersani e Sel dovrebbero avere la maggioranza alla Camera. Per Palazzo Madama corrono seri dubbi. Ruolo decisivo per Veneto, Lombardia e Sicilia. Una chiara maggioranza metterebbe al riparo il Pd e Vendola da ogni rischio.

Una seconda ipotesi, non tanto remota, scompagina l'equilibrio parlamentare con la coalizione berlusconiana ad occupare il secondo posto. Monti non accetta diktat. E ciò vale anche se dovesse arrivare dietro Pd-Sel. Sarà presidente del consiglio con quieto vivere di Bersani? Il segretario del Pd si piegherà al volere del professore esclusivamente per il tempo necessario per una riforma elettorale?

Una terza ipotesi, la più fantasiosa, vede Monti secondo o terzo patrocinare un governo del Centrosinistra. Il professore, per una delle tante alchimie politiche, succede a Napolitano al Quirinale.


(07.01.13) MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura




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DIARCHIA, AUTARCHIA O FLOP DEI GURU?

diario 6/1/2013




I processi ondivaghi dell'economia internazionale, graficamente riproducono una sinusoide con picchi cartesiani in scala -0 +0.

Il ciclo ha una lettura anche in chiave politica e, più in generale, nelle relazioni umane.

Apicalmente, nella vertigine dell'intelletto umano, vanno intese queste dissertazioni. La "second life" degli avatar, è solo impulso visionario di un futuro remoto. L'intelligenza di plastica e chip adombrata da Isaac Asimov è prematura.

Ogni processo revisionista (economico, politico, intellettuale ecc.), trova nello spettro delle ipotesi la figura del "guru".

Coloro che si fregiano del "titolo" usano un deterrente efficacissimo: non dicono nulla di nuovo di quel che si sa ma, attraverso l'efficacia della dialettica, determinano il "mito" dell'inerranza. Potrei citare i papi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Mahatma Gandhi, Steve Jobs (leggi Steve Wozniak), Bill Gates (leggi Paul Allen), Madre Teresa di Calcutta e tanti altri. Nella determina del calderone, aggiungerei anche i dittatori di ogni epoca.

La gneosologia e/o epistemologia,  di base "propina" la necessità della conoscenza e della divulgazione. Ergo: i guru attraverso la coazione dialettica impongono (come concetto relativo) l'attuazione del loro pensiero.

Il guru è una figura unipersonale o può essere bicefalo? Nel primo caso, i greci antichi ipotizzerebbero l'autarchia, nel secondo vale il concetto diarchico.

Questione di lana caprina? Non mi pare!

Il MoVimento 5 Stelle (M5S) è di Beppe Grillo e/o Gianroberto Casaleggio?

I guru "pensano" raramente di proprio e più spesso di pensato altrui.

Il pensante del pensato mi pare Grillo e Casaleggio il pensato del pensante. Autarchia spacciata per diarchia? Nell'uno e nell'altro caso, non trova casa la democrazia come esposizione plurima delle idee.

I paralleli brucianti con "L'Uomo Qualunque" di Guglielmo Giannini, cioè il "super partes" senza etichette ideologiche e partitiche, rieccheggia spesso per M5S. Se il concetto che muove il duo Casaleggio/Grillo gioca sull'impulso emotivo e di novità nella perdizione post-berlusconiana, una legislatura (la prossima) sarà levatura e canto del cigno.

Le crepe nel movimento sono sempre più evidenti. Il tappare la bocca sui mass media ad ogni grillino, inviare raccomandate di espulsione perché "non allineati" col pensiero del capo, escludere qualsivoglia tipo di democrazia interna, significa condannare il movimento alla sua naturale estinzione in breve tempo.

Nell'autarchia/diarchia di M5S, le correnti sono escluse. Sottobanco fanno occhiolino tre aree d'influenza: pragmatica, ortodossa e movimentista. La prima, più coriacea, flette verso un'autonomia seppur minima dal capo; l'area ortodossa, è dei duri e puri scevra da ogni dialogo sia a sinistra che a destra; la terza tende a sensibilizzare sui temi dell'ambiente e vicina ad un'area vendoliana o vagamente PD.

(14.11.12)                   MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

                                            



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PUBBLICO (GIORNALE) E LUCA TELESE IN LETTERA APERTA

diario 5/1/2013





Comprai il primo numero di Pubblico spinto dalla curiosità di una nuova testata. Due scelte nell'imprimatur di Telese: fare quotidiano rigorosamente schierato dalla parte del più debole come organo di controinformazione (quindi non allineato) ed occupare un'area progressista (ergo ideologica?) scoperta.

Torno indietro al post "L'Huffington Post, blog e pluralità dell'informazione". Numero di lettori in forte calo eppure, in una delle tante anomalie italiane, proliferano iniziative editoriali. Citai a memoria i devastanti flop de Il Telegiornale, L'Informazione ed i tentativi velleitari di Ricardo Franco Levi con L'Indipendente e Montanelli con la Voce. Ho perso le volte del fallimento di Paese sera con l'ambizioso Sansonetti ad ipotizzare una nuova uscita con i soldi di mecenate. Liberazione è scomparso da tempo, il Manifesto stoicamente resiste. Repubblica riesce a chiudere in attivo grazie al quotidiano on line. In casa RCS il Corriere della sera chiude in passivo. Mi pare pure che i due quotidiani di stretta area PD l'Unità ed Europa abbiano tirature esangui. Il secondo è introvabile nelle edicole. Che dire de Il Riformista, di matrice dalemiana, chiuso nella scorsa primavera? L'ex direttore Antonio Polito oggi è editorialista di via Solferino ovvero Corriere della sera. I quotidiani di area berlusconiana Libero e il Giornale tra "Caso Boffo" e "Caso Marcegaglia" (per citarne un paio) hanno significativi bilanci in rosso.

Primo numero di Pubblico trovato alla terza edicola, sold out nelle prime due. Di pancia non mi è piaciuta la prima pagina, i titoli e l'impaginazione. Sfogliandolo e leggendolo la pancia si è allineata al discernimento.

Le categorie politiche, scaturite dalla dicotomia destra/sinistra, sono cessate emblematicamente nel 1989 con la caduta del muro di Berlino. L'atto simbolico del piccone sgretola una delle torri portanti del pensiero occidentale : il Comunismo. Giovanni Paolo II intuì subito il pericolo riveniente per l'altro pilone, adoprandosi tantissimo per fermare il processo di scristianizzazione attraverso incessante opera pastorale attuata nei frequenti viaggi. L'ideologia marxista langue con l'Europa sempre più secolarizzata ed atea nel processo post-moderno. Insomma vengono meno le verità assolute delle due Torri.

Ironia della sorte ha voluto che altro polacco, filosofo di professione, goda di grande seguito, non solo in circoli intellettuali esclusivi, per la teorica di "società liquida". Zygmunt Bauman,  ritiene che si stia sempre più attuando un processo omologante in cui vige la regola del consumismo globale. Impensabile, per l'intellettuale ebreo, rimanere fuori da una situazione di omogeneità. Internet, social network come Twitter e Facebook, YouTube, iPhone 5, Samsung Galaxy SIII eccetera sono la prova provata di necessità artefatta ma ineludibile.

Siamo oltre il duale sinistra/destra, il pensiero comune è coercitivo di un ambire: il deserto vuole la sua oasi, il suo sogno. Cento giorni sono bastati per demolire il concetto "dell'Italia del coraggio, l'Italia 2.0". 

In bocca al lupo a Pubblico, a Luca Telese e redazione tutta.

(02.01.13)                                           MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura

 

 



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