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HABEMUS PAPAM

diario 29/12/2013

  

Il cardinale protodiacono ha pronunciato la celebre "habemus papam". L'annuncio cerimoniale è ufficiale: il Vaticano ha benedetto in giornata la salita del professor Monti nell'agone politico. Il cinguettio è arrivato su Twitter la notte del 24 dicembre. Insomma Monti comunica come navigato blogger. Da qualche parte si nasce, da altre si ascende senza...perifrasi!

Lista unica o liste varie, il responso dei sondaggi cambia poco. Il senatore a vita viaggia tra il 20 e 21%. Il movimento "Agenda Monti" allo stato è il secondo partito/coalizione dietro al PD.

L'associazionismo cattolico, imprenditoriale e liberale cavalca un cavallo ormai al trotto febbrile. Il professore riserva di scegliere tutti i candidati nella massima indipendenza. Casini e Fini approveranno? Montezemolo nicchia e lavora sottomano.

Monti tuttavia dimentica una cosa: la legge elettorale, alias porcellum per i leghisti, renderà ingovernabile (o quasi) il Senato. Muzio Scevola non metterebbe la mano sul fuoco neanche per la Camera.

Altra presunta dimenticanza del professore sta nella probabile vittoria della coalizione PD-SEL e con minimo apporto anche dell'area socialista.

Governerà Monti o Bersani? Accordo pre o post-elettorale o caos assoluto?

In questo frangente Pdl e M5s sono in caduta libera. Dalle stanze vaticane rieccheggia l'eco "Annuntio vobis...".

 (27.12.12)

                                                               @MimmoChianura

MONTI ED IL FUTURO DELL'ITALIA

diario 24/12/2013



I due Mario di spicco nello scenario internazionale, sono entrambi tecnici. Draghi, sulla tolda di comando della BCE, ha tenuto a galla la moneta comune nella difficile contingenza internazionale. Il secondo, nel traghettamento, ha saputo tenere insieme la "strana coalizione" parlamentare dal consenso bulgaro.

Andremo a votare a Febbraio 2013 inevitabilmente col "porcellum". Grillo, nella sua accezione di democrazia, ha indetto le "parlamentarie". Sarà lui ed il guru informatico a scegliere tutti i candidati. La Salsi e Favia, in dissenso col pensiero unico, sono stati espulsi. Il comico (od ex?) genovese continua a guadagnare col suo blog grazie alle inserzioni pubblicitarie. Politica e marketing in connubio perfetto.

Il PD ha previsto le primarie anche per la scelta dei candidati. Anche qui, si badi, c'è un criterio di parte: almenoil 20% è riservato alla Direzione del partito. Quante cariatidi troveremo in lista ed in Parlamento?

Al centro politico, la situazione è indefinibile. Casini e Montezemolo sono impegnati ad aggregare consenso. Prevedibile listone unico con facce sin qui conosciute e collaudate a livello politico. Sarà dettaglio di poco conto i procedimenti pendenti di vari candidati. E' affollato questo centro del Centro. Mastella e tanti altri sperano nel ripescaggio ovvero nella ennesima prova di appello.

Alla destra di Pier, lo scompaginamento è totale. Il Pdl aborto liberal-destrorzo emancipa quotidianamente diverso aspirante premier. Agnello sacrificale, il povero Angelino Alfano candidato di nessuno e perdente nato alla corte del liberal-dadaismo. Aspettiamo le mosse di Meloni e Crosetto. Il ritorno alle origini degli ex colonnelli di area aennina. La volontà di creare visibilità del sindaco Alemanno.

Mario Monti è senatore a vita. Non potrebbe candidarsi per dubbi costituzionali. Non girerà per le piazze per indole di saggezza.

La prossima legislatura, sarà ancora instabile almeno al Senato. La corsa di Bersani è impervia, quasi impossibile.

L'Italia nella sua credibilità, attende ancora Mario Monti. Sarà al posto di Napolitano o presidente del Consiglio?

(14.12.12)

                                                                          @MimmoChianura


E' passato poco più di un anno, Bersani e Monti hanno bruciato completamente il ruolo.

(24.12.13)



VULNUS COSTITUZIONALE

diario 4/4/2013


Sorprende la presa di posizione del costituzionalista Michele Ainis. Il cattedratico siciliano, nel corso di una conversazione, ha dichiarato possibile il ritorno al Mattarellum previo intervento governativo.

La tesi è semplicissima: mancando un governo adeguato, nell'attuale impasse tra partiti, nell'ipotesi che si debba o si possa tornare alle urne, nella incapacità del Parlamento di legiferare in tempi brevi su un progetto (attualmente inesistente) certo e coerente di disciplina elettorale, si sopprime per decreto legge il Porcellum.

Ainis, mi pare per suo stretto convincimento, ritiene certo, attraverso automatismo non del tutto comprensibile, il ritorno al vecchio sistema elettorale proposto da Sergio Mattarella nei primi anni '90.

Altri esperti costituzionalisti hanno taciuto all'interpretazione di Michele Ainis.

Insomma il professore ed editorialista chiede a Monti ed al governo in prorogatio di abolire il sistema promosso da Roberto Calderoli ed il ritorno al precedente sistema.

I Padri fondatori del dettato costituzionale, mai avrebbero immaginato della compulsiva invettiva, continuata aberrazione, mancanza di senso di responsabilità dell'attuale legislatore e più in generale di un minimo idem sentire.

In questo pateracchio istituzionale con a latere un vero e proprio vulnus (il lettore consenta l'eccesso) costituzionale, l'ardire di Ainis è da interpretare.

Lascerei al Parlamento, frazionato in tre tronchi e mezzo, la definizione di un nuovo ed urgente indirizzo di modifica dell'elaborato elettorale.

L'eccesso decretizio dei governi, l'esecutivo sempre più vincolato alla moderazione di Napolitano ed alla relativa azione, di fatto ha posto mutamento nelle procedure costituzionali.

La valutazione di Ainis suona di necessità per cambiamento stringente.

(04.04.13)

                                    Mimmo Chianura - @MimmoChianura



CONTRIBUTO AL NUOVO SISTEMA ELETTORALE

diario 5/3/2013


Ad urne chiuse, e nella necessità di attendere le consultazioni di Giorgio Napolitano su scenari (im)percorribili di nuovo governo nella opzione tecnico/politica o di prorogatio di Monti, molti soloni (non solo universitari) delineano i tratti del nuovo sistema elettorale nel rischio (in)fondato di un redivivo Porcellum. Eccedo in parentesi per chiari e labirintici dubbi.

L'orientamento preminente, disconoscendo completamente l'unicum italiano, indirizza l'attenzione sul sistema maggioritario uninominale a doppio turno. Pari pari il sistema francese senza alcuna opzione.

Dissento dall'ipotesi per una serie di ragioni.

Il sistema proposto, non necessariamente riduce la miriade di partiti alla stregua del rigorismo anglosassone. Il collegio uninominale comprime i competitor a 2. Il vincitore, ovvero il più suffragato (anche nella variante del turno secco) a seguito di ballottaggio, ricava il titolo di onorevole. Nella fattispecie, il listino bloccato a soggetto specifico configura un continuum col famigerato Porcellum. Gruppi di pressione, agirebbero in modo specifico nel collegio su un determinato candidato definendo, mi pare, una vittoria aprioristica grazie alle ingenti somme di danaro profuse.

Un piccolo partito, poco presente a livello nazionale ma estremamente forte in collegi locali, destabilizzerebbe l'operato parlamentare.

Il cane si morde la coda due volte. I collegi ampi, favoriscono i grandi partiti dalle ingenti disponibilità elettorali. Nel micro collegio, il modesto partito quota rischio di consenso ampio pur nell'esiguità delle risorse.

Aggiungiamo una diversa discriminante: la tipica riottosità italiana per il secondo turno mancando una vocazione storica a recarsi nuovamente alle urne a distanza di 7/15 giorni.

Perché illustri professori universitari sponsorizzino il sistema “alla francese” senza dovute e più valide opzioni, sfugge alla mia personale interpretazione.

Sofia Ventura (@Sofiajeanne), già promotrice del movimento finiano prodromo di Fli e poi renziana, se non nel riconoscimento reciproco, almeno negli intenti unilaterali, patrocina sul micro blogging, e con estrema determinazione, il sistema uninominale francese a doppio turno.

Non siamo più depositari della culla del diritto. Tuttavia molti istituti di diritto romano vivono nella lungimiranza delle codificazioni civilistiche contemporanee. Azzerando la fertilità creativa italiana anche nella disciplina giuridica, coniamo l'idea di un servilismo intellettuale a chi non dobbiamo nulla!

Niente vìola all'opportunità di abdicare e di prostrarsi ad altro sistema elettorale. In questa selezione “elettiva” il sistema australiano desta attenzione.

L'elettore di un determinato collegio vota tutti i candidati, stabilendo una graduatoria di merito. Mancando una o più preferenze la scheda viene annullata. Il vincitore di collegio è colui che supera il 50% dei consensi al primo turno. Il mancato quorum non ha scoraggiato il legislatore d'oltre oceano. L'ultimo arrivato cede i voti agli altri candidati. Mancando ancora il quorum è il penultimo a cedere i voti e così via.

Nel segreto delle urne, l'intento della volizione del singolo elettore si esalta democraticamente nella scelta del candidato.

Ponendo uno sbarramento rigoroso di coalizione al 10%, il sistema australiano “italianizzato” elimina la polverizzazione partitica, esalta i partiti maggiori e/o coalizioni più ampie e crea i presupposti di duratura governabilità.

Ottimisticamente, con i guardiani di M5S, è auspicabile sistema elettorale novato di esclusiva matrice italiana senza offesa della nostra appartenenza e della nostra storia.

(05.03.13)

                                                                   Mimmo Chianura - @MimmoChianura






IL CUL DE SAC DEL PORCELLUM

diario 7/1/2013




Il senatore Monti, nel suo aplomb tipicamente meneghino, ha chiarito due cose: corre “per vincere alle prossime elezioni”; il suo programma deve essere condiviso per “non meno del 98%”. Il salotto buono era 8 e 1/2 di Lilli Gruber su La7.

E' semplicistico, e per niente avveduto, ipotizzare una responsabilità esclusiva del Popolo delle libertà. Nelle settimane ante crisi, Pd e Pdl tiravano per le lunghe la manfrina sulla nuova legge elettorale. Alla iniziale schermaglia, seguitavano quotidiane puntualizzazioni, distinguo e tatticismi capziosi. I due maggiori partiti, de facto non avevano alcuna volontà di presentarsi all'elettorato attivo con legge diversa dal Porcellum. Il Pd sapeva di vincere a man bassa con Sel e socialisti di Nencini. Berlusconi di limitare i danni. Casini, Fini e Maroni non potevano non allinearsi per mera opportunità.

Rimane comunque la domanda: Berlusconi ha sbagliato i tempi per errore o per retro pensiero? I mass media decantano un suo efficace refrain: votate Bersani ed escludete i piccoli partiti tipo Casini, perché la loro interdizione potrebbe danneggiare i lavori di prossima legislatura.

Alla vigilia di Natale, dalle stanze vaticane è arrivata la benedizione ufficiale e definitiva al professor Monti. Era la chiusa di un percorso iniziato nell'autunno 2011 ed intessuto dal ministro Riccardi. I cardinali Bertone e Bagnasco, con estremo tempismo e presenzialismo televisivo, non hanno nascosto le simpatie per il presidente del consiglio uscente. Lista civica espressione della società civile dunque. Alla Camera, Monti, Fli ed Udc corrono con i propri simboli. Aria diversa al Senato: lista unica tra le compagini centriste per arrivare alla soglia del 20%.

I conti li faremo il prossimo mese. Realisticamente è possibile che Bersani&C. raggiungano la maggioranza al Senato? Il Porcellum porterà una miriade di partiti, partitini e movimenti nelle sedi parlamentari. Lo sbarramento del 4% è facile a raggiungersi dai più. Oltremodo è previsto il ripescaggio, attraverso un meccanismo diabolico, anche del più suffragato sotto la soglia del 2%.

Bersani e Sel dovrebbero avere la maggioranza alla Camera. Per Palazzo Madama corrono seri dubbi. Ruolo decisivo per Veneto, Lombardia e Sicilia. Una chiara maggioranza metterebbe al riparo il Pd e Vendola da ogni rischio.

Una seconda ipotesi, non tanto remota, scompagina l'equilibrio parlamentare con la coalizione berlusconiana ad occupare il secondo posto. Monti non accetta diktat. E ciò vale anche se dovesse arrivare dietro Pd-Sel. Sarà presidente del consiglio con quieto vivere di Bersani? Il segretario del Pd si piegherà al volere del professore esclusivamente per il tempo necessario per una riforma elettorale?

Una terza ipotesi, la più fantasiosa, vede Monti secondo o terzo patrocinare un governo del Centrosinistra. Il professore, per una delle tante alchimie politiche, succede a Napolitano al Quirinale.


(07.01.13) MIMMO CHIANURA - @MimmoChianura




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